Via Federico Odorici, 13/B, Brescia (Brescia)
Laboratorio / Atelier
Nel cuore di Brescia, il quartiere del Carmine vive da qualche anno una stagione di rinascita. La movida ha i suoi spazi, ma la zona residenziale conserva oasi di silenzio. In una di queste, di fronte a un parco, si erge la facciata bianca di una chiesetta. Intitolata a Santa Francesca Romana, secoli fa era il cuore del monastero degli Olivetani. Soppresso nel 1771, oggi il monastero è stato restaurato e trasformato in un complesso di abitazioni. La chiesa è rimasta com’era, ed è diventata una sartoria: giovane e appassionata, Anna Renzi Brivio realizza qui le sue creazioni nel segno del sacro, del profano e dell’umano.
Via Federico Odorici, 13/B, Brescia (Brescia)
Sacro e profano son i due poli della sua anima, e queste due parole se le è tatuate sulle dita delle mani: dita sottili e instancabili con le quali realizza capi su misura, interamente artigianali. Abiti da sposa, soprattutto: ed è questo il sacro. Le spose di Anna Renzi Brivio si avvicinano all’altare con eleganza, con rigore. Non seduzione ma purezza. Anna ama lavorare nel silenzio, ama incontrare le giovani donne che le affidano il giorno più importante della loro vita, ama le lacrime delle mamme quando dopo tanti incontri di dialogo, di scelta dei tessuti, di prove e di modifiche la sposa si mostra per quello che sarà. Ci vogliono almeno 70 ore di ago e filo per realizzare un abito; ma i più complessi ne possono richiedere anche 400. Quando il lavoro si avvia al termine, chiede alla futura sposa di scrivere in un bigliettino i suoi desideri, e lo cuce in un punto segreto, che solo lei sa.
Al sacro si accosta il profano. Abiti da sera o da cerimonia, realizzati con la stessa cura: un punto dopo l’altro, i rotoli di tessuto stesi sui grandi tavoli, tagliati seguendo i contorni delle tele usate per le prove. E poi c’è l’umano, la linea di taglie già pronte, prodotti ricercati ma più semplici, il lato giocoso di una giovane donna che intreccia la precisione dell’artigiano con la visione dell’artista e che promette di stupire gli ospiti di ApritiModa fin dal loro arrivo. Tra i soffitti altissimi, gli affreschi, il pavimento restaurato conservando i disegni e i colori originali del Seicento, spose accoglieranno i visitatori svettando sui grandi tavoli, manichini con abiti da ammirare, e da capire, mentre Anna racconterà la sua e la loro storia, che comincia con il più limpido manifesto del made in Italy: non chiamatelo atelier, questa è una sartoria.
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