Via Cosimo del Fante, 13, Milano (Milano)
Laboratorio / Atelier
La zona di piazza Missori, a soli cinque minuti dal Duomo, è punteggiata da architettura Novecentesca. A poca distanza, al primo piano di un palazzo dalla facciata austera, batte il cuore di un’azienda che affonda le sue radici nell’Ottocento e ha lo sguardo aperto verso il futuro: Amato Daniele di Leu Locati realizza borsette e calzature che sono un omaggio totale al Made in Italy. Daniele apre le porte del suo atelier per raccontare agli ospiti di ApritiModa una storia di famiglia e mostrare una tecnica di alto artigianato che attraversa sette generazioni, che molto ha detto e moltissimo ha ancora da dire.
Via Cosimo del Fante, 13, Milano (Milano)
Una Cometa per la borsetta della regina
Daniele Amato ha 29 anni ed è entrato nei laboratori dell’azienda di famiglia a soli 16 anni. La sua storia affonda le radici in una tradizione lunga sette generazioni, iniziata nel 1908 con il nome Locati. Nel corso dei passaggi generazionali il cognome Locati si è perso, ma la tradizione artigianale della famiglia è rimasta viva. Il nome Leu Locati, che ha identificato l’azienda prima della nascita del brand di Daniele, racchiude proprio la memoria di questa storia: “Leu” richiama le iniziali di Luigi, Emanuele e Umberto, tre generazioni che si sono succedute alla guida dell’azienda.
Nel 2012 Daniele Amato apre il suo brand, Amato Daniele by Leu Locati, scegliendo di mantenere nel nome il riferimento alla maison di famiglia e di portare avanti quella tradizione attraverso una nuova visione. È così che il patrimonio artigianale ereditato da sette generazioni incontra un linguaggio contemporaneo. Anche l’arte della borsetta nasce da questa storia. Dal 1908 le borse vengono realizzate secondo la tradizionale lavorazione milanese, una tecnica artigianale in cui materiali come pelle, raso e velluto non vengono semplicemente tagliati, ma vengono risvoltati e lavorati con estrema cura per costruire la forma della borsa.
Forbici, martelli, lanzette e cacciaviti, colla, macchine per cucine e “l’osso” (che i milanesi chiamano piegharola, ed è lo strumento che consente di risvoltare i diversi materiali) sono gli attrezzi del mestiere nelle mani abilissime dei 16 collaboratori di Daniele Amato, che gli ospiti di ApritiModa vedranno all’opera. Un telaio dell’Ottocento è ancora in funzione, armadi di pellame si aprono come arcobaleni, ordinatissime pile di scatole conservano maniglie, fibbie e minuterie, gli archivi di famiglia ispirano i disegni che Daniele porta nel contemporaneo. Su tutto spicca la Cometa, chiusura metallica che si ripete da 60 anni e che brillava anche sulla borsetta tessuta d’oro e d’argento che Elisabetta II ha portato al braccio in più occasioni. Quel modello, da allora, si chiama Queen.
Alle borsette si affiancano le calzature, tutte realizzate a mano; elegantissime, abbinate alle borse, ma anche mocassini e stivali perché la bellezza arrivi alla vita di tutti i giorni.
Daniele Amato con i suoi collaboratori racconterà e mostrerà tutto questo agli ospiti di ApritiModa; la narrazione è una delle sue passioni, su TikTok e Instagram i video con i quali promuove la preziosa manualità del Made in Italy contano milioni di visualizzazioni.
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