Tappezzeria nautica Hydro Mirò

Giudecca, 211/B, Venezia (Venezia)

Tappezzeria nautica Hydro Mirò

Manifattura

Nell’isola della Giudecca, scelta dai veneziani per erigere la Basilica del Redentore, voto contro la peste e capolavoro del Palladio, Venezia è rimasta quella che era. Il turismo non morde, la vita scorre tra ponti e calli dietro la spettacolare quinta affacciata sul canale.  Qui, trent’anni fa, i pochi artigiani rimasti nel centro storico decisero di fare squadra, recuperare i 3.000 metri quadrati di un vecchio cantiere navale e dare vita al Consorzio Cantieristica Minore Veneziana per costruire imbarcazioni. Officine, falegnami, elettricisti, un fabbro. E un tappezziere, Hydro Mirò, che tra damaschi, velluti, passamanerie ed ecopelle veste le gondole, i taxi acquei, le lance, i motoscafi. Grandi tavoli di legno, rotoli di tessuto, dime, macchine per cucire occupano lo spazio; il vocabolario comprende pareci e dogaresse, marotte e manissoni. La regola è quella dell’alto artigianato: si lavora con le mani, l’ago e il filo. Ogni pezzo è, e resterà, unico.

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Tappezzeria nautica Hydro Mirò

Giudecca, 211/B, Venezia (Venezia)

A Venezia circolano circa 400 gondole: ci sono quelle da traghetto e quelle da matrimonio, quelle per i turisti e quelle da parata. Ogni uso ha il suo dress code, che però qui si chiama parecio; e i pareci  più belli e più richiesti nascono dalle mani dei sarti del mare di Hydro Mirò. Valentina, il marito Marco e Mirco da trent’anni progettano e realizzano i rivestimenti per il divanetto e i due posti singoli che, assieme a uno sgabello di legno, compongono le cinque sedute della gondola. Anima di legno, poi l’imbottitura, le frange marabù, la passamaneria per la bordatura. Il tessuto, naturalmente: il damasco rosso veneziano e oro è il più elegante; c’è chi preferisce l’ecopelle, chi il velluto. Ogni gondoliere ha un ricambio pronto all’uso: bianco e giallo, ad esempio, sono i colori della gondola da matrimonio. Le mani di Valentina, che ha imparato il mestiere dalla mamma di Marco, possono trasformare qualsiasi tessuto in sedute su misura. E quando non lo fa per le gondole, lo fa per i motoscafi che solcano i canali della città: imbottiture capitonné per gli schienali, bordature in tinta con le tendine, elegantissime finiture matelassé sulla quale riprodurre leoni stilizzati, cappelli del doge, o veri e propri tatuaggi a scelta del committente. I rivestimenti di Hydro Mirò hanno abbellito la Dogaressa, gondola da rappresentanza per la Regata Storica o la Festa de la Sensa; ma viaggiano anche sui motoscafi Riva, sul tender dell’Amerigo Vespucci, e sono arrivati fino in Germania e in Thailandia dove ricchi appassionati si sono fatti consegnare autentiche gondole veneziane per navigazioni private. Tendalini, manti, coperture, persino una culla realizzata su una marotta, gabbia galleggiante per trainare i granchi dopo la pesca: la creatività qui non conosce limiti. Per ApritiModa, i sarti del mare portano i visitatori alla scoperta di un mondo sconosciuto. La Giudecca si raggiunge facilmente: dalla stazione di Venezia, o da Piazzale Roma, con il vaporetto 4.1 in poche fermate si arriva all’imbarcadero Redentore. La magia è a soli cento metri, sulla fondamenta.

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