Mimet

Via Emilia Romagna, 27, Saonara (Padova)

Mimet

Manifattura

Oltre il cancello, una maestosa magnolia accoglie i visitatori. Sembra il vialetto d’ingresso di una casa di periferia, ma siamo nel cuore della zona industriale di Saonara, Padova. Tra i capannoni, la magnolia vi dice che siete arrivati: questa è Mimet, l’azienda che porta la metalmeccanica in passerella e l’eccellenza del Made in Italy in un settore in cui il mercato globale è sempre più sfidante. Qui si forgiano fibbie, morsetti, piedini, puntali, copritacchi, alamari, ardiglioni e tanti altri dettagli lucenti di cui magari non sappiamo il nome ma che portiamo addosso ogni giorno. Oltre una porta a spinta i tappeti della reception si trasformano nei suoni e nei volti della fabbrica.

Eventi vicini a Mimet
Mimet

Via Emilia Romagna, 27, Saonara (Padova)

Mimet sta per minuterie metalliche, dettagli che brillano in una scarpa, in una borsa, in una cintura o nella targhetta di una griffe. Fondata nel 1969 da Anselmo Giacometti, e nata una seconda volta dieci anni fa dopo un incendio che si era divorato gran parte delle strutture e dei macchinari, Mimet è metalmeccanica pura, però applicata al fashion. Processo creativo e precisione industriale convivono in sintonia; qui bussano gli uffici stile di Vuitton, Armani e Givenchy, di Celine e The Attico, di Demeulemeester, Dsquared e molti altri. Tecnologia e automazione sono solo il punto di partenza: l’eccellenza dei dettagli metallici nasce dalla cura del lavoro manuale. Nicola Tomasin accompagnerà i visitatori lungo il processo produttivo: dalla lastra d’ottone da cui tutto ha inizio al laser che taglia e definisce i contorni, dallo stampo alla burattatura (il passaggio tra sassi di ceramica per la prima lucidatura), alla rifilatura dei bordi fino all’incisione del marchio, dai bagni metallici che donano colore e brillantezza fino all’applicazione di strass e smalti e al controllo qualità. Quella che era una lastra di ottone sarà allora diventata fibbia, piedino per una borsa, puntale battuto a mano di una scarpa, copritacco curvato da un’antica macchina, passalaccio avvitato dalle dita pazienti di una giovane donna. Lucido come un gioello, sarà il dettaglio che fa la differenza, che identifica la griffe e che spinge a scegliere un accessorio al posto di un altro. Al termine del percorso di visita, uno sguardo agli scaffali dove sono ordinati catene, borchie, strass e tutti i decori possibili e infine l’archivio, perché la storia è fatta anche di dettagli.

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