Via Monaci, 14, Longobucco (Cosenza)
Laboratorio / Atelier Manifattura
La torre campanaria svetta sul borgo, sui vicoli, sulle case vicine l’una all’altra. Tutto intorno, solo le alture e il verde della Sila. Longobucco, poco più di duemila abitanti e più di un’ora d’auto da Cosenza, è fatto esattamente come dice il suo nome: una lunga cavità naturale. Qui l’uomo si è insediato, la storia è passata e la tradizione è rimasta: in questa Calabria ancora autentica resiste la manifattura del tessuto d’arte e porta il nome di Mario Celestino. L’atelier ha i colori dei filati e dei tessuti che si formano con gesti sicuri e infinita pazienza su antichi telai. Dai bauli dei corredi agli arredi e alle maison di alta moda, l’abilità di donne che tessono fili tramanda un patrimonio di tecnica, passione e bellezza le cui radici affondano nei secoli.
Via Monaci, 14, Longobucco (Cosenza)
Il laboratorio è stato fondato negli anni Trenta da Eugenio Celestino; l’attività è continuata con suo figlio Mario e oggi è portata avanti dal nipote Eugenio. Tutto continua come ai tempi del fondatore: sono gli stessi i filati naturali (lana, seta, ginestra, lino, canapa e cotone), uguali i disegni (il punto del giudice, la caccia, il tralcio di vite, la testa del re, ciascuno con i propri simboli e un proprio messaggio), identica la tecnica che fa nascere i motivi direttamente sulla trama e sull’ordito. Sono gli stessi i telai. Tessuti d’arte vuol dire che ogni pezzo è unico. Dal centrino al copriletto, dal cuscino alla tovaglia, dagli arazzi ai tappeti alla biancheria per la casa, degli scialli alle gonne, ore, giorni o settimane intere di lavoro replicano una tecnica che qui è arrivata, si dice, grazie agli armeni; un’altra versione vuole che alcune donne, rapite dai turchi, abbiano avuto salva la vita e siano tornate al paese portando l’arte della tessitura appresa durante la prigionia. Mario Celestino, che è stato anche fornitore della casa reale, è un nome noto nell’alta moda. Le prime furono le Sorelle Fontana, e un suo tessuto arrivò al guardaroba di Ava Gardner; tra gli altri, nel tempo, c’è Fendi per cui l’atelier ha realizzato una Baguette con i disegni tradizionali. I visitatori di ApritiModa potranno vedere come nasce un tessuto d’arte, e poi saranno accolti nel “Museo della ginestra, della lana e della seta” dove sono esposti antichi tessuti d’arte ed è illustrato l’intero ciclo della trasformazione della ginestra, dalla pianta ai filati.
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