Via Carpisani snc, Solofra (Avellino)
Moda
Immaginate delle lavatrici giganti. E poi immaginate del pellame grezzo. Un giro di lavatrice (un giro lungo, 24 ore) e dall’oblò esce la pelle che darà vita alle giacche, alle borse, alle scarpe più pregiate. Questione di chimica, ma di chimica buona: all’Officina di Solofra (Avellino) la chiamano “chimica in movimento”. Qui si studiano e si testano le tecniche e i prodotti che consentono alle concerie di lavorare la pelle rispettando l’ambiente, togliendo metalli e aggiungendo mimose, castagne, olive. A un’ora da Napoli e a mezz’ora da Avellino, l’Officina apre per la prima volta i suoi laboratori e lo stabilimento. Un angolo immacolato di Svizzera, con un giardino curato e giochi d’acqua, per mostrare le otto fasi lavorazione con le “lavatrici”, l’alchimia con la quale dal mondo vegetale si estraggono gli ingredienti green, la tintura e il trucco che dà alla stessa materia prima consistenze diverse, dalla più soffice alla più rock. Farà scoprire con quali regole lavorano i grandi brand che rispettano l’ambiente: nella lunga storia di un pezzo di pelle che diventa una giacca o una borsa dei desideri la “chimica in movimento” è il capitolo primo.
Via Carpisani snc, Solofra (Avellino)
Nel distretto della pelle di Solofra, uno dei poli più importanti della lavorazione conciaria, “L’Officina chimica in movimento”, nata nel 2007, è un’impresa a conduzione famigliare, nel senso che ci lavorano Giovanni D’Onofrio con la moglie e due figli (per il terzo è solo questione di tempo), ma negli anni si è conquistata una fetta di mercato che non è solo ampia, è anche molto alta. Oggi conta 15 dipendenti; la missione è creare, testare e brevettare i prodotti migliori per la concia delle pelli. Se il processo è sempre lo stesso, i risultati sono molto diversi: dipende da cosa si usa. I brand più blasonati del mercato internazionale prima di scegliere la pelle vogliono sapere tutto, a partire dalla storia dell’animale che quella pelle ha fornito. Si chiama filiera, e un brand di alta gamma la deve conoscere. Della filiera fa parte la concia, e prima ancora il fornitore dei prodotti per la concia. L’Officina ha costruito la sua credibilità mettendo in movimento la chimica e spingendola verso il green: se non proprio tutto, in natura c’è già molto e, per chi sa dove cercare, una concia sostenibile è cosa possibile. Qui per la verità l’alta moda ha bussato anche cercando l’impossibile, e lo ha trovato: l’Officina ha brevettato la pelle insufflata con piume o con aria e termosaldata e ha collaborato con Maison Margiela nella creazione delle borse imbottite Glam Slam, e con Schiaparelli per i parka della collezione superlimitata che dalle passerelle ha conquistato Hollywood.
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